Tania Facioni, Valeria Gidaro

La supervisione: spazio di salute per la relazione terapeutica

Le autrici intendono riflettere sulla supervisione quale strumento di "salute e prevenzione" per la coppia terapeutica.Uno spazio dove prendersi cura della relazione terapeutica discretamente, "in punta di piedi".Un luogo in cui riconoscere i momenti di empasse, di enactment, nel processo terapeutico anche attraverso le risonanze corporee che la narrazione del terapeuta produce nel supervisore.

La supervisione come possibilità di riflettere, confrontarsi, regolare, contenere le difficoltà, le paure, il senso di inadeguatezza e di impotenza che il terapeuta vive nella solitudine della propria responsabilità.

Ma anche un’altra relazione di cui tenere conto, quella tra supervisore e supervisionato, una relazione che spesso è vissuta dal terapeuta come una esposizione a giudizi, valutazioni, frustrazioni.

Una funzione del supervisore è di permettere attraverso lo spazio creato dalla respirazione di costruire un clima di libera circolazione di pensieri, fantasie, sogni che comprendano il paziente così come può esistere in quel momento per la coppia al lavoro.

Infine la relazione con il supervisore consente al terapeuta di ricercare la propria specifica identità professionale, il proprio stile soggettivo.

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