Maria Annunziata Favasuli

Il sentimento ineffabile della vergogna

L’apparente paradossalità della vergogna, il suo essere al crocevia fra intimità e relazionalità testimonia della sua vicinanza ontologica al registro dell’identità soggettiva, alla costruzione di un senso di Sé nell’incontro con l’altro.

L’articolo esplora da un versante fenomenologico le implicazioni ontogenetiche e cliniche di un sentimento che sembra, sulla scena sociale odierna, presentarsi sotto altre forme, dando vita a nuove figure. L’assunto cui si fa riferimento riguarda la contestualità della vita emozionale: il cambiamento nel pensiero psicoanalitico, dal primato dell’impulso a quello dell’affettività orienta la comprensione dei contenuti psichici verso una contestualità fenomenologica connotata dal complesso intersecarsi di campi intersoggettivi.

In tal senso la vergogna che costitutivamente rimanda alla presenza dell’Altro, è parsa una traccia feconda per sottolineare, nel comprendere un’emozione umana, la raffinata e complessa dipendenza della vita psichica dal contesto in cui essa si declina.

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