panchinaDirezione: dott. Giuseppe Carzedda

L'Istituto Italiano di Formazione in Analisi Bioenergetica è una organizzazione professionale composta da psicoterapeuti i quali, già dall’inizio degli anni '80, trovarono nella psicoterapia corporea un ambito di comune e profondo interesse condiviso.

Il progetto di riferimento, che portò poi alla fondazione dell’Istituto, fu quello di adottare e diffondere un modello teorico e un metodo psicoterapeutico in cui i paradigmi di riferimento fossero basati sul concetto di integrazione corpo-mente e dove lo studio e il tentativo di comprensione del funzionamento individuale fosse di tipo unitario e non più dicotomico: uno specifico interesse era in particolare quello di riallacciarsi ai fondamenti della psicoanalisi classica laddove all’esperienza psicologica del corpo veniva riconosciuto un ruolo fondamentale, ruolo espresso proprio da Sigmund Freud il quale nel 1923 affermava, attraverso la sua famosa massima, che “l’Io è anzitutto una entità corporea”.

Il modello dell’Analisi Bioenergetica di Alexander Lowen, all’interno del panorama degli approcci di questo tipo, apparve sin dall’inizio, sia in termini di presupposti teorici che da un punto di vista metodologico, come il più idoneo e promettente in assoluto nel rispondere a tali aspettative.

Tale scelta, l’entusiasmo che la accompagnò e l’evidente qualità e originalità del lavoro in ambito clinico e formativo che ne conseguì, portò Alexander Lowen, nell’anno 1990, a riconoscere personalmente l’Istituto che divenne successivamente affiliato dell’International Institute for Bioenergetic Analysis (I.I.B.A.) e rappresentante ufficiale del metodo in Italia.

Nel 1998 l' Istituto fu anche riconosciuto dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (M.I.U.R.) come idoneo ad attivare corsi di formazione per psicoterapeuti (Art. 3 L. 56/89). Da allora, a seguito di questo, divenne anche membro del CNSP (Coordinamento Nazionale Scuole Private di Psicoterapia).

Esso ha partecipato alla fondazione di importanti associazioni nazionali e internazionali tra cui: l’EFBA-P (European Federation for Bioenergetic Analisis - Psichotherapy), la FIAP (Federazione Italiana Associazioni di Psicoterapia), l’AIPC (Associazione Italiana per la Psicoterapia Corporea).

I rigorosi standard a cui l'Istituto risponde sono quelli dell’Istituto Internazionale i quali comportano, tra l’altro, l'adeguamento dei programmi formativi e dell'attività di supervisione, sia nella forma che nei contenuti, ai criteri stabiliti dall'IIBA con la partecipazione diretta e costante anche di trainer internazionali (visiting professors) provenienti da numerosi paesi.

In questo contesto di riferimento, caratterizzato anche dall’appartenenza attiva alla comunità dell’Analisi Bioenergetica a livello internazionale, appartenenza che rappresenta un elemento centrale nella storia dell’istituto oltre che un elemento fondante della sua identità, si vuole sottolineare come tutto ciò non abbia mai avuto per noi, e non abbia a maggior ragione oggi, un significato che si potrebbe definire di tipo “ideologico”: pur essendo infatti quanto mai convinti della grande specificità e del valore della nostra esperienza e tradizione nel lavoro anche con il corpo in analisi, siamo altrettanto convinti che tutto ciò non debba assumere le caratteristiche di un tentativo di professare verità assolute da contrapporre alle verità degli altri modelli.

In generale siamo infatti stati sempre ben consapevoli che, ad esempio, se da un lato la cartesiana e arbitraria divisione operata tra mente e corpo ha portato a reificare la prima dimensione a scapito della seconda, l’operazione opposta sarebbe non meno arbitraria e quanto mai anacronistica.

Più nello specifico siamo sempre più convinti, confortati anche dagli studi più recenti nelle aree delle neuroscienze e dell’infant research, che nella stanza dell’analisi avviene l’incontro in primis tra due persone, tra cui una (il terapeuta) anche con una epistemologia e un metodo di riferimento. Questo, unitamente alle specifiche regole del setting, pur connotando l’incontro in termini asimmetrici, dall’altro lo rende terapeutico proprio nella misura in cui al suo interno si attua uno scambio intersoggettivo in un clima di sicurezza e caratterizzato da empatia e reciprocità: variabili queste che, possiamo dire, solo attraverso la dimensione corpo si sostanziano.

Riteniamo infine doveroso sottolineare che solo per comodità espositiva, e in attesa di un nuovo linguaggio condiviso, seguitiamo a descrivere, a raccontare e a tentare di spiegare, tutto ciò che vi avviene nei termini di due corpi e di due menti.

Le nostre proposte formative, e in particolare il nostro programma di formazione del corso quadriennale di specializzazione in psicoterapia, intendono anche fornire un contributo scientifico e culturale che vada proprio in questa direzione.

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